Beato Innocenzo da Berzo

Giovanni Scalvinoni nacque il 19 marzo 1844 a Niardo da Pietro e Francesca Poli. Trascorse la fanciullezza tra Niardo, paese natale della madre, e Berzo Inferiore, il paese del padre; morto quando Giovanni aveva solo tre mesi di vita.

Negli anni 1855-61 - frequenta il Ginnasio a Lovere (BG) allora retto da Don Andrea Taccolini ed è promosso con il massimo dei voti.

Nel 1864 entrò in seminario diocesano a Brescia e tre anni dopo fu ordinato sacerdote ed inviato come come coadiutore nella parrocchia di Cevo in Valsaviore. Nel 1870 tornò a Berzo Inferiore dove svolse le mansioni di confessore e direttore delle scuole elementari.

Tuttavia la sua vocazione non era quella di essere sacerdote diocesamo, bensì frate cappuccino e nel 1873 entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel Convento dell'Annunciata assumendo il nome di Padre Innocenzo da Berzo.

 

Fin da piccolo ebbe una grande pietà per i poveri, dando generosamente quel poco che possedeva a coloro che bussavano alla porta di casa. Conserverà questo sentimento per tutta la vita: quando da cappuccino andava in giro per la questua, era sommamente soddisfatto di tornare in convento con la bisaccia vuota. Quanto riceveva in offerta lo dava ai bisognosi

L’innata timidezza lo portava a desiderare di vivere in solitudine, tra preghiere e penitenze.

Eccetto brevi incarichi e la predicazione di esercizi spirituali in alcuni conventi lombardi, fu nel convento-eremo dell’Annunziata che visse intensamente l’abbandono nel Signore, definito “loquela taciturna d’amore”. Nonostante l’eccellente conoscenza della teologia, trasmessa anche ai confratelli, si mostrava agli occhi di tutti umile e dimesso, con la volontà di voler sempre scomparire. Innamorato dell’Eucaristia (se sue S. Messe erano di un’intensità eccezionale), sostava quanto più poteva davanti al tabernacolo. Amava molto il Crocifisso e l’esercizio della Via Crucis che raccomandava ai suoi penitenti.

Il 3 marzo 1890, a soli quarantasei anni, già di salute cagionevole, morì nell’infermeria del convento di Bergamo. Pochi mesi dopo le sue spoglie mortali furono trasferite solennemente a Berzo che lo circondava già una vasta fama di santità.

Il 12 novembre 1961 Papa Giovanni XXIII lo proclamò beato e patrono dei bambini, protagonisti dei due miracoli del processo di beatificazione.

 

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