Alla scoperta dei Romani

in Valle Camonica

a cura di Giovanna Camossi

classi quinte

Dopo aver imparato tante cose su di loro, finalmente, il nove giugno, siamo andati alla scoperta dei Romani in Valle Camonica e precisamente a Cividate Camuno. A dire il vero la giornata non sembrava iniziare sotto i migliori auspici perché cominciava a piovere quando siamo partiti. Fortunatamente però, il tempo ha tenuto ed è persino uscito a tratti un pallido sole.

Le due guide che ci hanno accolto, Sergio e Mina, sono state bravissime: sapevano un mucchio di cose sui Romani e le maestre hanno detto che si vedeva che erano molto appassionate al loro lavoro.

Il museo, la prima tappa della nostra visita, è piccolo ma ricco di artefatti importanti. La cosa che ci ha colpito di più è stato scoprire che una statua della Dea Minerva sia custodita proprio in questo piccolo museo. Di quel tipo di statua della Dea Minerva ne esistono al mondo solo altre due, custodite in collezioni private a Napoli e New York. Da questo abbiamo capito che la Civitas Camunnorum doveva rivestire un’importanza particolare per i Romani – arrivati in Valle Camonica nel 16 a.C. - che fecero arrivare la statua, o il blocco di marmo da cui fu scolpita, nientemeno che dalla Grecia come hanno scoperto alcuni archeologi osservandola e studiandola.Dentro al museo c’è anche parte del pavimento delle terme che qui sorgevano. E’ bellissimo e le guide ci hanno raccontato che persino dal tipo di posa dei minuscoli pezzi di mosaico si capisce che la zona era tenuta in alta considerazione perché quella lavorazione era molto costosa e ricercata.

La visita agli scavi è stata fantastica. I resti del teatro e dell’anfiteatro sono imponenti ed è possibile immaginare quanto debbano essere stati magnifici ai tempi dei romani. I resti sono solo una minima parte della struttura esistente visibile poiché gran parte sarà per sempre fedelmente custodito sotto alcune case costruite in tempi in cui di cosa ci fosse sotto la terra, non si sapeva nulla. Attorno ad alcuni resti abbiamo provato a immaginare i quartieri dei gladiatori prima di entrare nell’arena e di come raccomandassero la loro sorte agli dei in una parte molto speciale dell’anfiteatro: il sacello. I gladiatori erano così importanti che avevano persino le loro terme private ritrovate lì vicino!

Infine siamo stati al Santuario di Minerva dove vi è una copia, fatto con un calco di gesso, della statua originale della dea che, casualmente, fu scoperta proprio in quel luogo durante lavori per la realizzazione delle condotte del metano. La maestra ci aveva letto a scuola una bellissima e lunga storia su questo santuario, da quando vi si consumavano riti pagani forse celebrati da sacerdoti celti, i druidi, sino alla costruzione del tempio da parte dei romani e alla sua successiva distruzione. Il santuario è un posto bellissimo e proprio quel giorno alcuni restauratori vi stavano lavorando. E’ stato bello cercare di immaginare le cerimonie che si svolgevano nella pace di quel luogo che ancora oggi, nonostante la superstrada che passa poco lontana, si riesce a respirare.

Sì, questa visita, insieme alle nostre maestre Paola, Mariella e Giovanna è stata molto interessante e chissà, forse siamo stati anche protetti dalla Dea Minerva, perché il pomeriggio, quando ormai eravamo a scuola, si è scatenato un acquazzone incredibile. Le maestre hanno detto che siamo stati davvero bravi: ci siamo comportati bene e abbiamo fatto domande e osservazioni intelligenti.Saranno stati orgoglioso di noi i nostri avi romani? Siamo proprio sicuri di sì. SPQR…

I bambini delle classi quinta A e B

 

Museo

 

Museo

Ingresso degli animali nell'anfiteatro

Santuario di Minerva

Sacello - cappella votiva dei gladiatori

Anfiteatro

Complimenti a Marco, il nostro fotografo!

Per osservazioni e suggerimenti contattare Mariella oppure Marisa