GITA A MONTAGNANA

SCUOLA SECONDARIA

CLASSI 1^ C 2^A 3^A

Il giorno mercoledì 19 febbraio 2007 noi alunni delle classi prima C, seconda A e terza A medie del Convitto Nazionale di Lovere siamo partiti alla volta di Montagnana (Pd) per incontrare i nostri coetanei, ospiti del Convitto San Benedetto. Eravamo accompagnati dagli Istitutori Risalto, De Vicariis, Charalampidis e dalla professoressa Giovena.

Arrivati a destinazione abbiamo ammirato le bellezze del paese, accompagnati da due ottime guide locali che ci hanno mostrato le caratteristiche del borgo che conserva quasi intatta la struttura medievale delle mura, del castello, delle chiese e dei palazzi.

Alla fine del tour abbiamo visitato una bellissima mostra di maschere di cuoio fabbricate artigianalmente da ragazzi che curavano l’esposizione e che, molto gentilmente, ci hanno spiegato i significati delle loro opere e, brevemente, ci hanno mostrato il procedimento di lavorazione del cuoio e di realizzazione delle maschere.

Finalmente siamo arrivati in Convitto. Non vediamo l’ora di incontrare, o meglio di sfidare, i nostri amici. Sono mesi che ci prepariamo alla “sfida” sportiva con i ragazzi della scuola media di Montagnana. Dopo aver vinto il torneo organizzato nel Nostro Convitto, che ci ha designato come vincitori-sfidanti, non vediamo l’ora di cimentarci nelle attività sportive che ci hanno visti tanto coinvolti praticamente per quasi tutto l’anno scolastico: calcetto, pallavolo, basket.

Dopo il pranzo cominciano le partite; siamo carichi al massimo e tutti vorremmo entrare in campo per dare il nostro contributo ma, purtroppo per questioni di tempo, abbiamo dovuto accontentarci di brevi ma intensi interventi in squadre composte da ragazzi e ragazze di tutte le classi. È stato bellissimo, per una volta, mettere da parte tutte le rivalità tra maschi e femmine, tra ragazzi di prima, seconda o terza media; abbiamo giocato tutti insieme in sincronia perfetta, mettendo da parte ogni rivalità poiché avevamo un obiettivo comune: quello di dare il massimo per la squadra.

Sì, perché non c’era niente in palio; non si giocava per prevalere sugli altri, ma perché si sentiva di far parte di qualcosa di bello.

 

Per osservazioni e suggerimenti contattare Mariella oppure Marisa