Museo Egizio

classi quarte - 19 maggio 2008

a cura di Paola Oprandi

Martedì 20 Maggio siamo andati in visita scolastica al museo egizio di Torino. Qui abbiamo visto molti reperti antichi, ma ciò che più mi ha colpito è stata la statua di Ramses II. Questa era imponente, sembrava fatta di ferro, anche se in realtà era in pietra scura e liscia. La statua era posizionata in una sala buia, ma era illuminata da faretti e circondata da specchi che riflettevano la sua parte posteriore. Il soggetto di tale opera era seduto su un trono, senza il tipico copricapo egizio e la barbetta, ma portava un cappello da guerriero con un serpente. Indossava inoltre un abito con un gonnellino e su di esso c’era inciso un geroglifico circondato da un cartiglio. Martina Domenighini

 

 

Della visita al museo di Torino sono rimasto molto colpito dalla statua di Ramses II perché, sebbene fosse una statua di più di quattromila anni, sembrava fosse stata realizzata ai nostri giorni. Mi sono inoltre piaciute le sfingi perché erano due, ma riflettendosi negli specchi posti dietro di esse parevano molti di più. Eros Federici

La cosa che più mi è piaciuta del museo egizio di Torino è stato il santuario perché al suo interno c’era buio e solamente le grandi statue erano illuminate da faretti e valorizzate da molti specchi. Quando ero in questa stanza mi sembrava di essere in un vero tempio egizio. Michele Zubani

A me del museo egizio è piaciuto molto il gatto mummificato. Questo animale era per gli antichi egizi molto importante, essi infatti lo veneravano come un dio e proprio per tale motivo lo mummificavano. Di questa gita mi sono piaciute anche le tombe dei re perché erano alte, imponenti e molto lucide. La visita al museo mi ha entusiasmato tantissimo. Luca Scalvinoni

 

Il 20 Maggio ho visitato il museo egizio di Torino, il più importante dopo quello del Cairo. Esso comprende 7520 oggetti e altri 26500 non ancora tolti dai depositi. Ciò che più mi è piaciuto è stato il santuario dove abbiamo visto la statua di Ramses II illuminata da faretti e riflessa dagli specchi che ci permettevano di vedere anche la sua parte posteriore. Essa era stata realizzata in pietra nera e lucida, ma sembrava fatta in metallo. Silvia Lascala

 

 

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